Martina Iavarone (Ferentino, 29 gennaio 1986) vive e opera a Roma, centro nevralgico della sua duplice traiettoria professionale. Avvocato giuslavorista, affianca alla professione forense una rigorosa e innovativa ricerca nell’ambito dell’arte materica e spaziale contemporanea. Alla costante indagine visiva si aggiunge una parallela produzione letteraria, che vede attualmente in corso di pubblicazione la sua prima raccolta di poesie dal titolo “29 frammenti di sé”.

Il suo percorso non si sviluppa in antitesi alla disciplina legale o alla parola scritta, ma ne rappresenta l’estensione filosofica e il necessario superamento concettuale. Laddove il diritto esige la codificazione, l’analisi logica e il controllo razionale del reale attraverso la parola e la poesia scava nell’interiorità attraverso il verso, la sua pittura si configura come un atto di liberazione viscerale e catartica. La tela cessa di essere un supporto bidimensionale per diventare il campo d’azione di forze fisiche.

La sua ricerca artistica risponde all’urgenza ontologica di sottrarre il tempo alla sua astrazione per restituirgli un corpo tattile e tridimensionale: “Voglio prendere il tempo e trasformarlo in un oggetto solido e visibile sulla tela”. Contatto ig: @_matericostudio.